Cani che rilevano i VOC. L’olfatto al servizio degli uomini

Cani che rilevano i VOC. L’olfatto al servizio degli uomini

L’odore del nostro corpo deriva dalla combinazione di centinaia di sostanze volatili (VOC), prodotte da una moltitudine di “tipi cellulari” attraverso molteplici processi metabolici, che nel complesso costituiscono il volatiloma.

I VOCs sono emessi in concentrazione corrispondente a parti per bilione/trilione (ppb/ppt) nell’alito umano e parti per milione (ppm)/ppb nel sangue umano e nelle urine. La maggior parte dei VOC nel volatiloma rientrano nel range delle capacità di un cane da rilevamento. (Angle et al, 2016a).

Test e utilizzo dei cani

I metodi tradizionali per la diagnosi delle malattie prevedono l’utilizzo di esami e test che spesso sono invasivi, quindi dolorosi o fastidiosi e richiedono tempo per essere effettuati. Per questo motivo la ricerca è sempre più rivolta verso metodi di diagnosi non invasivi nella pratica clinica routinaria.

I cani, grazie alla grande sensibilità del loro sistema olfattivo e alla loro predisposizione all’addestramento, sono stati utilizzati per decenni nella ricerca di particolari sostanze odorose.  Droghe, armi, esplosivi, persone in vita e cadaveri o altre tracce biologiche. L’uso di cani offre notevoli vantaggi poiché riescono a esaminare efficientemente centinaia di campioni in aree estese, il che è molto utile nella ricerca di tracce in grossi gruppi di animali, persone o oggetti (ad esempio negli aeroporti).

I sistemi di rilevamento canini, oltre ad essere straordinariamente sensibili sono spontaneamente mobili. I cani possono sentire la traccia odorosa direttamente dalla fonte e sono capaci a muoversi verso di essa. A oggi, non vi sono strumenti conosciuti che hanno tutte queste caratteristiche indispensabili in condizioni emergenziali e ambientali difficili e/o quando le risorse sono limitate (Angle et al, 2016).

I cani riconoscono la SARS COV2

In uno studio pilota del 2016, è stato dimostrato che i cani addestrati possono distinguere tra cellule infettate in vitro con diversi virus. Il virus Sars-Cov2 continua a diffondersi molto velocemente con un impatto sociale ed economico devastante. In questa, come in tutte le pandemie, sistemi di identificazione mobili “real time” sono assolutamente necessari per identificare quante più persone sono positive. Due recentissimi lavori hanno valutato la capacità dei cani di identificare soggetti positivi al Sars-Cov2, utilizzando campioni di saliva, secrezioni tracheobronchiali o sudore ascellare.

Il dato emerso dalle varie campionature e i numerosissimi test con cani addestrati, ha una valenza importantissima considerando che i cani hanno identificato correttamente tutti i casi negativi con un’accuratezza del 100% e identificato correttamente il 92% dei casi positivi.

I ricercatori selezionano i cani con spiccate capacità olfattive, propensione innata nella ricerca di campioni biologici e un insieme calcolato di abilità metodiche. Bisogna tuttavia tener presente che non tutti i VOC emessi dall’organismo sono frutto del metabolismo del corpo umano. Il fumo ad esempio danneggia molto il dato emerso.

I cani possono sostituire i test molecolari?

Lo abbiamo chiesto a Roberto Zampieri di Progetto Serena Onlus.

Sarebbe davvero auspicabile, diciamo che aiutano molto, lavorando con persone molto sensibili, ad esempio nelle RSA o nelle scuole con i bambini. I cani riescono a sentire il volatiloma principalmente in due modi: negli oggetti come contenitori dei campioni di laboratorio, oppure attivamente nell’ambiente seguendo una pista. Con questo principio con i cani già allerta diabete con cui lavoriamo in Progetto Serena, l’addestramento di cani COVID è più semplice e produce risultati più rapidi. Utilizziamo lo stesso metodo che i nostri istruttori seguono anche per i cani allerta nel diabete. I cani vengono addestrati nell’identificare correttamente i campioni positivi. A discriminarli da quelli negativi sono esperti cinofili appartenenti come nel nostro caso ad associazioni già operanti nel campo sanitario ed investigativo”.

Chissà forse il governo prima o poi varerà il protocollo “cani allerta Covid”!

fonte globetodays.com

Lascia un commento