Covid, cani che fiutano il virus a Civitanova. “I nostri lo riconoscono dal sudore”

Covid, cani che fiutano il virus a Civitanova. “I nostri lo riconoscono dal sudore”

Covid, cani che fiutano il virus a Civitanova. “I nostri lo riconoscono dal sudore”

Wave è un Labrador femmina di un anno e tre mesi, già addestrato a fiutare il Covid. Aki, di quattro mesi, sta facendo pratica con lei. Sono loro i due stupendi esemplari impiegati ieri al drive-in del poliambulatorio di via Abruzzo, a Civitanova, dove è stata avviato un progetto affascinante e potenzialmente innovativo: utilizzare i cani per individuare le persone positive al Covid, grazie alle sostanze volatili riconducibili al Coronavirus presenti nel sudore. Lo studio è promosso dalla Politecnica delle Marche, con l’Asl di Sassari, l’Area Vasta 3, l’Università di Camerino e le associazioni “Progetto Serena” onlus di Asparetto di Cerea (Verona) e “Cluana Dog” di Civitanova.

In città sono giunti alcuni responsabili del “Progetto Serena”, che da dieci anni si occupano di formare cani allerta per il diabete, con Wave e ora Aki. “Iniziamo la raccolta dei dati con lo screening a contatto con gli utenti da testare, i cani annusano direttamente sul campo – le parole di Roberto Zampieri, ideatore e responsabile cinofilo del “Progetto Serena” –. Prima abbiamo svolto test per allenare gli animali. Tutto è partito a marzo 2020, ci siamo basati su studi ed esperimenti di addestramento con campioni virali, che sono però potenzialmente rischiosi. Di recente si sono svolte invece ricerche sul sudore che, se raccolto con un tubicino speciale, può essere analizzato in modo sicuro, senza pericoli di infezioni”. Questo tubicino è servito per l’addestramento, poi ieri Wave ha testato in prima persona volontari che hanno aderito. I risultati saranno confrontati con quelli dei test molecolari per valutare la correlazione. Il progetto ha dato già riscontri ottimi in Sardegna. Lo spiega la dottoressa Francesca Soggiu: “In Sardegna abbiamo utilizzato cinque cani, tra cui Wave, durante test antigienici nell’ambito di screening alla popolazione. I riscontri sono stati eccellenti. Addirittura, alcuni antigienici negativi sono stati segnalati dal cane come positivi e il molecolare ha fugato ogni dubbio: erano soggetti effettivamente positivi”.

“Per i cani è un piacere lavorare in una modalità gioco – hanno aggiunto Sara Calgaro, presidente del Progetto Serena onlus, e Michele Berlato, proprietari di Wave e Aki –. L’addestramento è impegnativo, ma abbiamo già esperienza nell’indirizzare l’olfatto dell’animale verso particolari emissioni organiche del corpo”. A Civitanova c’è il contatto con “Cluana Dog”. “Siamo da sempre attenti all’impegno dei cani per il benessere delle persone – ha sottolineato il referente, Andrea Arbuatti –. Abbiamo così avuto modo di contattare i vari soggetti e proseguire il percorso a Civitanova. Abbiamo già due nostre unità in addestramento: sono un meticcio e un pastore, che sono di due nostri associati, Gloria D’Ambrosio e Alberto Tiberi”. Lo screening riprenderà oggi a Macerata. “È fondamentale riconosce la positività in questo modo – ha concluso Zampieri –. In futuro i cani potrebbero essere presenti in vari contesti, come scuole, rsa o luoghi affollati, penso agli aeroporti, rendendo più facile il riconoscimento del v irus e facilitando il contatto con soggetti più deboli. I bambini, ad esempio, hanno paura del tampone, ma il cane li tranquillizza. E speriamo, in una buona adesione”.

Michele Mastrangelo
Il Resto del Carlino Macerata
 

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