I metodi per la diagnosi di Covid-19 prevedono l’utilizzo di esami e test invasivi, che richiedono tempo per essere effettuati e costosi.

Alcune recenti ricerche scientifiche pubblicate su riviste internazionali prestigiose hanno dimostrato che i cani da rilevamento sono in grado di riconoscere, con sensibilità e specificità comparabile a quella dei migliori test diagnostici, campioni di sudore ascellare prelevati da soggetti positivi al Sars-Cov2. Il sudore non contiene tracce di virus e ciò che viene rilevato dal cane sono i cosiddetti VOC (sostanze organiche volatili presenti in molte tipologie di campione biologico, sudore incluso).

L’obiettivo principale di questo studio multicentrico è quello di validare un test che prevede l’utilizzo di cani da allerta per l’identificazione rapida di soggetti positivi al Sars-Cov2.
Lo studio, promosso dall’Università Politecnica delle Marche e che vede coinvolte l’Area Vasta 3 dell’Asur Marche, l’ASSL di Sassari, le associazioni cinofile Progetto Serena Onlus (già operante in ambito sanitario) e Cluana Dog, l’Università di Camerino per l’analisi del benessere dei cani coinvolti nello studio, è stato approvato dal Comitato Etico della regione Marche.

I cani da rilevamento possono essere addestrati con rapidità e facilità da persone competenti.

Il loro uso per identificare soggetti positivi in comunità offre notevoli vantaggi: i sistemi di rilevamento canini, oltre ad essere straordinariamente sensibili, sono spontaneamente mobili (i cani possono sentire la traccia odorosa direttamente dalla sua fonte e sono capaci di muoversi verso di essa) e riescono ad esaminare efficientemente centinaia di persone in aree estese (ad esempio negli aeroporti, negli stadi o più semplicemente scuole o università); non vi sono finora strumenti conosciuti che hanno tutte queste caratteristiche indispensabili in condizioni emergenziali e ambientali difficili! Pertanto rappresentano una risorsa importante ed economica per il servizio sanitario nazionale.

Qualora la sperimentazione dovesse confermare la validità del test su soggetti asintomatici o paucisintomatici, il vantaggio appare evidente, anche a livello internazionale. I cani potrebbero individuare in breve tempo e a distanza anche di metri molte persone potenzialmente positive in un ambiente chiuso o aperto, anche affollato, senza la necessità di ricorrere a procedure invasive e che richiedono tempo, lavoro, strutture laboratoristiche e denaro per lo screening.  Potrebbero quindi essere utilizzati per lo screening di routine o periodici non solo nelle scuole e nelle università, ma dalle società sportive, nei teatri, nei cinema, nei musei, negli aeroporti, nei luoghi di culto, in ambienti lavorativi con molti dipendenti e a livello globale in quei paesi a basso reddito dove l’accesso alla diagnosi è scarso e che attualmente rappresentano il problema maggiore per la diffusione del virus.