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L’aiuto dei cani nella lotta al Covid

Cani allerta Covid: è questa la nuova avventura di Roberto Zampieri, operatore cinofilo veronese e da 23 anni e ideatore di Progetto Serena

Un metodo unico che ha lo scopo di preparare cani da allerta di qualsiasi razza in caso di ipo o iper glicemia dei loro padroni diabetici.
Numerose le sperimentazioni con associazioni e istituzioni, come l’Ants Onlus, la Medical Detection Dogs Italy, l’ATS Sardegna Nord, la Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche e con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Camerino, che valideranno il percorso della segnalazione di persone positive con il cane.
“Nel marzo del 2020, con lo scoppio della pandemia, ho pensato a come si potesse velocizzare la ricerca di positivi utilizzando un metodo meno invasivo del tampone: alcuni medici mi spiegarono che quando il virus attacca il corpo innesca delle reazioni chimiche, così come per il diabete”.
“Per cominciare la sperimentazione avevamo bisogno di un campione di saliva, potenzialmente infettante: questo implicava delle difficoltà a livello etico e pratico; così grazie alla dottoressa Francesca Soggiu, medico chirurgo, cominciai a lavorare con campioni di sudore. La svolta arrivò ad ottobre, quando per legge si stabilì, che dal ventunesimo giorno, anche se ancora positivi, era possibile rientrare al lavoro: in questo modo potei raccogliere campioni di asintomatici e preparare sette cani di cui cinque mandati poi in Sardegna e due in Veneto.
L’allenamento sul campo, dove è fondamentale la relazione con il suo conduttore, come in un gioco, serve per insegnare al cane a ignorare le persone negative, dopo averle annusate, e a sedersi invece nel caso in cui la persona sia negativa”.

In Italia ci sono vari progetti ma quello di Zampieri è stato il primo ad attivarsi sullo screening sulla popolazione: in Sardegna su 600 test eseguiti con il cane, 8 gli errori di falsi positivi, mentre nessun errore con i negativi.
Il 12 Aprile, invece, in una farmacia in provincia di Venezia, su 20 persone sono stati segnalati 2 positivi, confermati anche dal tampone.
“il cane non sbaglia e il risultato è incredibile! Dobbiamo essere sicuri che i dichiarati negativi lo siano, pensiamo al futuro: a Verona,per esempio, città turistica d’eccellenza, potremmo riaprire tutto con un cane all’ingresso che annusa e non fa entrare chi è positivo richiedendogli poi un tampone, senza invece chiedere a tutti di farlo.
L’utilità è enorme, pensiamo per esempio anche alle scuole: Ricevo richieste da tutta Italia, mentre ancora risposta dal Veneto, cui avevo dato comunicazione del mio progetto il 10 novembre 2020, così come per Verona: ho partecipato a un consiglio comunale, ma purtroppo senza risultati: Spero che presto riceva più attenzione” conclude Roberto.

fonte Ingrid Sommacampagna
PANTHEON

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